Spagnolo Riccardo
Riccardo Spagnolo nasce a Treviso nel 1996. Dopo gli studi universitari in comunicazione grafica e multimediale presso lo IUSVE di Venezia, lavora come graphic designer, coltivando parallelamente la sua ricerca artistica. La pittura diventa per lui un linguaggio espressivo privilegiato, attraverso il quale esplora il paesaggio e la memoria con una sensibilità astratta e materica. La sua produzione pittorica è influenzata dal territorio Veneto e in particolare dalla Laguna veneziana, fonte costante di ispirazione per le sue composizioni, che oscillano tra il rigore geometrico e la spontaneità del gesto pittorico. La sua ricerca si nutre di sperimentazione e sensibilità visiva, traducendo il paesaggio in un linguaggio astratto fatto di colore e materia. L’opera “ canneto in Laguna” ha ricevuto la menzione speciale della giuria al premio Flarte 2023, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Padova. Ha esposto presso museo delle acque a Crespino (Ro) e villa Pisani a Monselice(PD). Nel 2025 esordisce pubblicamente a Treviso con una prima personale dal titolo “ salso a fior di pelle”. Nello stesso anno espone l’opera “ canneto” presso il Dubai World Trade Centre in occasione della fiera internazionale World Art Dubai.
Le opere di Spagnolo esplorano un universo ispirato alla laguna veneziana ai suoi riflessi cangianti e alle atmosfere incostante mutamento. Spagnolo non riproduce la realtà in maniera didascalica ma la filtra attraverso il proprio vissuto e la trasforma in composizione astratte, dove il colore la texture assumono un ruolo dominante. Attraverso tonalità intense e accostamenti cromatici ricercati costruisce equilibri visivi che dialogano tra strutture e intuizione dando vita a immagini potenti e suggestive. La sua prima mostra personale dal titolo “ salso a fior di pelle” rimanda un’esperienza sensoriale che affiora sulla superficie pittorica e evocando la presenza fisica dell’acqua del sale e del vento che modellano il paesaggio lagunare. Ogni opera diventa un intreccio di memoria e percezione una trama di segni e colori che restituisce la mutevolezza del mondo naturale. L’approccio pittorico di spagnolo è caratterizzato da un forte senso della materia ed ha una costante ricerca sulla forza espressiva del colore. Le sue composizioni alternano, rigore geometrico, gestualità spontanea, creando un dialogo tra controllo e libertà. La sua produzione si distingue per la varietà delle soluzioni pittoriche: dalle tele materiche strutturate che trasmettono una sensazione di profondità e tridimensionalità ai lavori più leggeri e ariosi, dove il colore diventa vibrazione e luce. Significativi in questo senso sono i lavori dedicati ai canneti nei quali la tecnica materica enfatizza l’unicità e l’imperfezione della rappresentazione. Qui la pittura diventa tangibile, stratificata costruendo un ponte tra ricordo immaginazione tra concreto e astratto. Allo stesso tempo opere come Venezia e isole e nebbia in laguna esplorano un registro più evocativo in cui la dissolvenza dei contorni e le sfumature cromatiche restituiscono la percezione di un paesaggio sospeso tra sogno e realtà. Dalle campiture piene corpose e dalla definizione netta spagnolo a realizzato anche immagini dalla pennellata apparentemente libera come in composizione 2022 dove su un fondo bianco accosta piccoli tocchi di colore studiati e accuratamente disposti dando vita a un’immagine astratta, intrisa di tensione emotiva e di uno stato di attesa e sospensione. Spagnolo dimostra una versa che gli permette di spaziare tra differenti approcci pittorici mantenendo una coerenza visiva e concettuale che lega ogni opera a un’indagine profonda sul paesaggio e sulla memoria. Come afferma l’artista: “ la mia volontà è quella di tradurre la realtà circostante in materia colorata in un gioco di astrattismi più o meno lontani dall’oggettività delle cose”. Con la prima personale, Riccardo spagnolo definisce la sua ricerca come un percorso di esplorazione tra natura e segno tra evocazione e sperimentazione. La sua pittura non si limita a descrivere ma suggerisce stimola invitando lo spettatore a immergersi in una dimensione in cui il colore diventa paesaggio e la materia si fa esperienza. Un invito a lasciarsi trasportare dalle stratificazioni visive e sensoriali di un mondo che al tempo stesso in intimo e universale.