Maris
🖋️ Mauro Mari Maris – Il pittore che dipinge il tempo interiore
Firenze, settembre 2025. Ho appena lasciato lo studio di Mauro Mari Maris, e ho ancora negli occhi la vibrazione delle sue tele, il silenzio eloquente dei suoi colori. Maris non è semplicemente un pittore: è un medium tra il visibile e l’invisibile, tra il gesto e il pensiero. La sua arte non si contempla, si attraversa.
Nato a Siena nel 1940, Maris ha vissuto l’arte come un’urgenza, non come una carriera. I suoi primi lavori, influenzati dalla scuola toscana e da un lirismo quasi mistico, lasciano presto spazio a una ricerca più radicale: l’astrazione come linguaggio dell’anima. Negli anni’70, la sua galleria San Frediano diventa un crocevia di sperimentazione, dove la pittura si fonde con la filosofia, la musica, la poesia.
Maris non ha mai dipinto per piacere, ma per necessità. Le sue opere sono fratture nel tempo, mappe emotive, esplosioni controllate. Ogni tela è un campo di battaglia tra il caos e l’armonia, tra il gesto istintivo e la riflessione profonda. Il suo stile, spesso associato al dripping, è in realtà una scrittura automatica del subconscio, una danza tra materia e spirito.
Dopo un lungo silenzio creativo, Maris è tornato negli anni 2000 con una nuova intensità. Le sue opere recenti sembrano respirare, pulsare, come se fossero vive. Esposte in città come Parigi, Atene, Philadelphia e Milano, continuano a interrogare lo spettatore, a provocarlo, a invitarlo a guardarsi dentro.
Oggi, a 85 anni, Maris non ha smesso di cercare. Nel suo studio fiorentino, tra tele accatastate e schizzi sparsi, continua a dipingere il tempo interiore, quello che non si misura in ore, ma in emozioni. E mentre il mondo corre, lui resta lì, a dipingere il silenzio.